Mercato ad alto potenziale per l’automazione domestica in Italia, ma con esigenza di interoperabilità e sicurezza

12 Giugno 2018

Secondo uno recente studio Doxa quasi due terzi della popolazione italiana dichiara propensione ad a investire nella smart home. Riscontrano però che la presenza di un numero consistente di oggetti “intelligenti”, non fanno parte di un vero e proprio sistema e sussiste l’ impossibilità di dialogo tra loro. Necessaria quindi la condivisione di molti dati personali (recapito email, nome e cognome, designazione del luogo d’impiego del dispositivo ecc) su piattaforme differenti per poter gestire i singoli apparecchi attraverso le app dedicate. Ed è proprio questa complessità e condivisione di informazioni riservate, che rischia di allontanare l’utente dall’automazione domestica

Vincenti saranno i produttori che si sono affacciati e in futuro si affacceranno al mercato della domotica in Italia, che comprenderanno l’importanza di soluzioni domotiche costituite da oggetti smart di più vendor, interoperabili tra loro, con una sola applicazione per la gestione dell’intera infrastruttura. Un esempio sono i dispositivi certificati ULE Alliance.

Per ulteriori informazioni, consigliamo l’articolo di Top Trade

Tags: Smart Home Doxa Domotica ULE Alliance